De strata francigena novissima
Newsletter del Centro Studi Romei di Firenze
Anno VI n.1 - Novembre 2010
Direttore responsabile Fabrizio Vanni

Sommario

Editoriale.
Parlamentari europei a Siena. Motivi di soddisfazione e di riflessione.

Un sassolino dalla scarpa.
Wikipedia è una bufala per gonzi? La voce "via Francigena".

Attività del Centro Studi Romei
1.Giornata di studi sui Cadolingi a Badia a Settimo il 4 dicembre 2010.
2.Escono gli Atti del Convegno sul Cristo di Petrognano.
3.Le pubblicazioni di autori del Centro Studi Romei nell'ultimo anno.


Editoriale.
Parlamentari europei a Siena. Motivi di soddisfazione e di riflessione.

Tre europarlamentari europei a Siena domenica 10 ottobre 2010 per promuovere la via Francigena.
Questa è già una notizia.
Silvia Costa, Sylvie Goulard e Marc Tarabella hanno ribadito la volontà di proporre al Parlamento Europeo, anche in termini di bilancio, una specifica azione a sostegno degli itinerari culturali europei, con grande soddisfazione di Michel Thomas Penette, segretario dell’Istituto Europeo per gli Itinerari Culturali, e di Massimo Tedeschi, presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene.
Quest’ultimo ha detto però nel suo intervento una cosa non esatta.
Citando espressamente Renato Stopani, presidente del Centro Studi Romei, che, come me, era là presente (anche se il Centro Studi Romei non era tra gli invitati) ha chiesto agli istituti di cultura di collaborare con le istituzioni e con le associazioni dei pellegrini alla crescita del progetto francigeno, evitando atteggiamenti snobistici o superciliosi.
Consultatomi con Renato Stopani, voglio qui precisare che il Centro Studi Romei non si è mai tirato indietro dall’esprimere il proprio sostegno alle iniziative per il recupero delle strade storiche:
almeno dal 1985 parliamo e scriviamo di via Francigena, almeno dal 1990 parliamo e scriviamo di Camino per Santiago de Compostela, almeno dal 1992 parliamo e scriviamo di via Francigena del Sud da Roma ai porti di Puglia, almeno dal 2006 parliamo e scriviamo di vie balcaniche per Costantinopoli e Gerusalemme, almeno dal 2008 parliamo e scriviamo di via romea teutonica.
Per non citare tutte le altre iniziative da noi sostenute e avallate per i diverticoli e le varianti locali, promosse dal GEIE “I Cammini d’Europa” e dalle realtà locali che ne fanno parte.
Siamo talmente poco snob e superciliosi che non abbiamo neppure mancato di fare proposte schiettamente turistiche:
nel 2008 abbiamo suggerito la nascita delle “Veglie francigene”, strumento di accompagnamento culturale estivo dei pellegrini nel percorso (per ora) toscano della via Francigena,(e, per evitare esclusioni, avemmo cura di proporre anche le “Veglie del ritorno dei pellegrini da Roma” per coinvolgere le realtà locali che insistono su altre strade storiche importanti).
Sono state realizzate nel 2009 e nel 2010, anche se non come le avevamo immaginate noi, come tappe successive di un pellegrinaggio vero.
Nel 2009 abbiamo suggerito di legare alla via Francigena e alle altre strade storiche la promozione dei prodotti tipici tradizionali dei territori attraversati, per farne un pacchetto turistico articolato in vista dell’EXPO del 2015.
La proposta è stata diffusa ed è sul sito del Centro Studi Romei.
Ora, sappiamo bene che la miglior difesa è l’attacco. Ma è un attacco che sbaglia obbiettivo.
Tanto per dirne una, Renato Stopani è entrato a far parte del Comitato Scientifico del Ministero nel 2010 solo su interessamento di terzi, non certo di chi ha riempito il comitato di bravissimi funzionari, che però di scientifico non hanno nulla; anzi, di fatto, sono controllati che fanno da controllori.
Cosa ci si chiede? Cosa si vuole da noi? Noi non siamo venali. A domanda precisa rispondiamo gratuitamente, tempestivamente e precisamente.
Ci si rinfaccia forse di aver detto e scritto che il concetto di “vie francigene” è un concetto che non si attaglia all’Oltralpe?
Abbiamo suggerito di chiamarle vie romee…
Ci si rinfaccia forse il fatto che troviamo sempre qua e là qualche errore concettuale?
Documentatevi meglio oppure consultateci prima. Se non dobbiamo spostarci, non vi chiederemo neppure un compenso.
Ma non dite che siamo superciliosi e snob, o che ci tiriamo indietro, perché ciò non risponde a verità.
Fabrizio Vanni
Segretario scientifico del Centro Studi Romei

Un sassolino dalla scarpa
Wikipedia è una bufala per gonzi? La voce "via Francigena".

Si legge sui quotidiani (Corriere della sera 11.06.10) che la mancata presidentessa di Francia, Ségolène Royal, è caduta nella trappola di Wikipedia, dove era pubblicata, con dovizia di dettagli, la vita di Léon Robert de l’Astran, naturalista e viaggiatore nelle Americhe, che però ha il solo difetto di non essere mai esistito.
Non c’è bisogno di essere francesi per accorgersi che Wikipedia tende sempre più ad essere una bufala.
Basta guardare alla voce Via Francigena. Sembra scritta da un autodidatta esibizionista con il glaucoma: nel senso che illustra doviziosamente la periferia del problema, il tratto di Francigena davanti casa dell’estensore o degli estensori, mentre il nocciolo concettuale o è sfuocato e messo in ombra, oppure è pieno di strafalcioni.
Strafalcione uno.
Non è nel secolo XIII che compare per la prima volta l’espressione “via Francigena”, ma nell’XI.
Strafalcione due.
Nikulas di Munkathvera non era un nobiluomo tedesco del Rinascimento, ma un abate islandese del secolo XII. Quindi il “von” è una bischerata. A voler essere esatti andrebbe indicato col patronimico come si usa tuttora in quella lontana isola.
A parte gli strafalcioni, sembra nella scheda di Wikipedia che il centro, la ragion d’essere della via Francigena sia l’attraversamento del Po a Calendasco.
Con tutta la simpatia per gli amici di Calendasco e l’ammirazione per il paesaggio autunnale del Po, specialmente nelle giornate senza nebbia, non è così. E tantomeno dovrebbe esser rappresentativa dell’attraversamento del Po quella colonnina di pietra post-moderna che mi ricordo fummo invitati a inaugurare più di una decina d’anni fa e che in Toscana si suole definire col termine di “pisciacane” per via dell’uso prevalente, delegato, come si intuisce, ai migliori amici dell’uomo e alla loro segnaletica amorosa.
Ma veniamo alla bibliografia.
Dalla bibliografia ci si aspetterebbe il rinvio a opere essenziali, indispensabili per farsi un’idea di che cosa sia stata in un lontano passato la via Francigena, di quali possano essere state le ragioni del suo nome, dei suoi tracciati, e di chi l’ha percorsa nel medioevo, lasciando tracce documentali.
Ma nella bibliografia non c’è neppure uno dei lavori di chi, in anni non sospetti, ha tracciato la storia essenziale della strada medievale.
C’era un tempo, nella bibliografia della voce wikipediana, almeno il link alla nostra rivista De strata Francigena, ma qualche mano impietosa l’ha tolta.
Lì per lì si è pensato a un gesto di spregio o di invidia per un semestrale che dal 1993 dedica due numeri l’anno alle tematiche delle strade storiche dei pellegrini.
Ma poi ci siamo convinti che era solo per far spazio a qualche proprio prodotto di quarta mano o localistico.
Perché oggi la bibliografia della voce di Wikipedia o pecca di localismo o reca prodotti di quarta mano.
Magari fosse stata divisa in tre sezioni: opere generali – opere locali – opere turistiche e cartografia, ma non è stato fatto neanche questo onesto tentativo.
Noi non intendiamo mettervi mano.
Non sapremmo a chi rivolgerci per evitare di esser cancellati domani mattina.
Non sappiamo chi è autorizzato a svolgere il supervisore di Wikipedia.
Ma così come è, la voce “Via Francigena” è solo un palcoscenico osceno per consentire i famosi “fifteen minuts” di notorietà a “parvenues della ricerca”.
Che ne dice il Ministero?
Che ne dice l’Associazione europea delle vie francigene (pardon, romee)?
Vogliamo lasciare tutto così com’è e continuare a fare i gonzi sapendo di gonzare?


Attività del Centro Studi Romei.

1. Sabato 4 dicembre 2010 nella ristrutturata Badia di Settimo (Scandicci) il Centro Studi Romei propone la Giornata di Studi «I Cadolingi, Scandicci e la viabilità francigena». Interventi di Annamaria Bernacchioni, Renato Stopani, Fabrizio Vanni, Alberto Malvolti, Francesco Salvestrini, Marco Frati, Marco Gamannossi, Stefano Morandi, Paola Gori, Sergio Corsucci, Andrea Vanni Desideri e Adriano Rigoli. Qui potete scaricate il file pdf del programma. Maggiori dettagli sul sito del Centro Studi Romei.

2. Stanno per essere pubblicati nel n. 1 del 2010 della rivista De strata Francigena gli Atti del Convegno che si celebrò questa primavera a Certaldo per studiare il Cristo di Petrognano, la bellissima opera lignea raffigurante un Cristo dagli occhi aperti, che ha superato la sofferenza. Tra gli interventi segnalo quelli di Timothy Verdon, di Rosanna Proto Pisani e naturalmente di Renato Stopani, che avanza un'ipotesi del tutto originale e assai credibile. E' possibile prenotarne copia sul sito del Centro Studi Romei.

3. Negli ultimi dodici mesi per la casa editrice fiorentina Le Lettere sono usciti tre volumi, scritti da autori del Centro Studi Romei.
Fabrizio Vanni ha pubblicato Antichi mangiari lungo la via Francigena. Ricognizione sul cibo dei pellegrini e su quanto di medievale si incontra ancora nelle cucine tradizionali dalla valle d'Aosta ai porti di Puglia.
Renato Stopani ha pubblicato L'altra Francigena.La quotidianità del pellegrinaggio medievale.
Recentissimo infine sempre di Renato Stopani La "via Teutonica".L'alternativa germanica alla via Francigena.
Chissà se qualcuno mai li inserirà nella bibliografia wikipediana di cui si parlava sopra... A fare qualche errore di meno forse potrebbero servire.


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