De strata francigena novissima
Newsletter del Centro Studi Romei di Firenze
Anno VIII n.1 - Giugno 2012
Direttore responsabile Fabrizio Vanni

Sommario

Editoriale.

Il Convegno internazionale sulla via Teutonica a Venezia.

Pellegrini e  percorsi sacri lungo il Gargano meridionale.

La bibliografia del pellegrinaggio e degli scambi culturali nel medioevo è disponibile sul sito del Centro Studi Romei. Una risorsa che conta oltre 40.000 titoli tra articoli, monografie e periodici.

Attività del Centro Studi Romei
1. Pubblicati gli Atti del Convegno su Radicofani e la via Francigena.
2. Volume di Renato Stopani sulla Val d'Orcia, area di strada del medioevo.
3. In autunno festeggeremo il ventennale della rivista "De strata Francigena".


Editoriale

Alcune delle ricorrenti affermazioni del Centro Studi Romei stanno per essere accolte.
Da molti anni sosteniamo che la via Francigena non è un tracciato singolo, estrapolabile dal capillare contesto romeo.
Da sempre portiamo ad esempio il Camino di Santiago che è un "albero" di percorsi compostellani, i cui rami più alti si proiettano in Germania, in Svizzera, e, almeno tre, in Francia e il cui tronco finale è rappresentato dal percorso spagnolo.
Anche il sistema delle vie romee è un "albero" con la via Francigena a ovest e con la via Teutonica ad est, a cui possiamo aggiungere anche la componente delle vie cosiddette "ungaresche", che convogliavano il pellegrinaggio dell'Europa orientale, man mano che questa si andava convertendo al cristianesimo.
Da anni poi sosteniamo che gli itinerari culturali del Consiglio d'Europa sono troppi e abbisognano di una gerarchia, che può essere tanto storica che funzionale: abbiamo anche proposto di individuare tre "itinerari capostipiti" storici, ossia il sistema compostellano a ovest, il sistema romeo al centro e il sistema delle vie terrestri per Costantinopoli e Gerusalemme a est.
Questa soluzione consente di creare una gerarchia di fatto tra gli itinerari culturali già esistenti e, nello stesso tempo, consente anche alla parte orientale d'Europa di avere un ambito di riferimento per sviluppare propri itinerari culturali, man mano che le frontiere anche in quel quadrante territoriale cominceranno ad avere minor peso e le frizioni etniche diventeranno tristi ricordi del passato.
Si è perso molto tempo, ma siamo contenti che questa linea si stia affermando.

Fabrizio Vanni
Segretario scientifico del Centro Studi Romei


Il convegno internazionale sulla via Teutonica a Venezia.
Saranno tre i rappresentanti del Centro Studi Romei che parteciperanno con proprie relazioni al Convegno internazionale promosso a Venezia dal Consiglio d'Europa. Renato Stopani, Fabrizio Vanni e Marco Gamannossi presenteranno rispettivamente due relazioni odeporiche e una di storia dell'arte. Ma nella cartella del Convegno e negli Atti figureranno anche gli interventi di Giorgina Pezza e di Giorgio Massola, che per diverse ragioni sono impossibilitati a partecipare direttamente ai lavori. Se aggiungiamo anche Thomas Szabó, che fa parte del Comitato scientifico della nostra rivista, il quadro è più completo. Contiamo di instaurare, grazie al Convegno, utili collaborazioni anche con studiosi del Triveneto per future iniziative.

Pellegrini e percorsi sacri lungo il Gargano meridionale.

Questo è il titolo del Convegno che si terrà a San Marco in Lamis nel pomeriggio di lunedì 18 giugno nell'auditorium del convento di san Matteo Apostolo. Renato Stopani parlerà del toponimo Via Francigena nel Meridione e Fabrizio Vanni collegherà Aquileia e San Michele Arcangelo sul Gargano quali punti di attrazione del pellegrinaggio orientale.

 La bibliografia del pellegrinaggio e degli scambi culturali nel medioevo è disponibile sul sito del Centro Studi Romei.

Ricordiamo agli studiosi che è possibile effettuare ricerche bibliografiche con parola chiave nel database del Centro Studi Romei con accesso dal sito www.centrostudiromei.eu Il data base contiene ancora qualche duplicazione ma, piano piano, riusciremo a ripulire e migliorare l'output. Chiediamo di segnalarci le eventuali carenze o con le indicazioni bibliografiche complete o, meglio ancora, inviando il materiale direttamente alla nostra sede legale (c/o Basilica di san Miniato al Monte - Firenze). Stando al contatore automatico tra articoli, monografie e periodici, dovrebbero essere accessibili circa 40.000 titoli. Fateci pervenire le vostre osservazioni.

Attività del Centro Studi Romei.

1. Nel numero 1-2 del 2011 della rivista "De strata Francigena" sono stati pubblicati gli Atti del Convegno che si tenne l'anno passato a Radicofani. Sono stati presentati alla fine di marzo 2012, in occasione della giornata promossa dal settimanale Toscana Oggi, che si svolse al mattino ad Abbadia San Salvatore e nel pomeriggio a Radicofani.
Il volume, dopo la presentazione del sindaco di Radicofani Massimo Magrini, si apre con un saggio di Renato Stopani che evidenzia la complessità della viabilità romipeta in Val d’Orcia: è qui che si fondevano, con numerose intersezioni, le due grandi direttrici del traffico romeo del medioevo: la via Francigena, ad ovest, e la via Romea Teutonica, ad est. Due carte a colori, di corredo al saggio, aiutano anche il lettore meno esperto a orientarsi. Fabrizio Vanni, con un intervento dal titolo “Divagazioni su Radicofani nelle fonti odeporiche” offre, oltre a un dichiaratamente azzardato significato del toponimo, anche una spiegazione della compresenza fino all’evo moderno dei due percorsi della via Francigena in Val di Paglia: come una sorta di divisione del lavoro, perché i pellegrini poveri, o con gran fretta di arrivare, sceglievano il percorso di fondovalle (Callemala), mentre i ricchi, e con gran seguito, trovavano un’accoglienza adeguata all’interno del borgo murato di Radicofani. In calce al saggio, una cronologia che raccoglie le fonti odeporiche residue. Fausto Cecconi propone poi un’attenta disamina dei sette spedali, tra cui un lebbrosario, di cui si ha traccia documentaria nel borgo e nei pressi della rocca di Radicofani nel corso del medioevo, cercando anche di discuterne la dislocazione topografica, mentre Patrizia Turrini, completa l’analisi fornendo un quadro a tutto campo dell’ospitalità commerciale (ospizi, osterie e taverne) di Radicofani, dal medioevo all’età moderna. Giovanna Casali, con occhio attento e sensibilità architettonica, ci offre una sintesi della storia urbana del borgo di Radicofani, complessa e varia, specialmente a causa dei molti e potenti terremoti che hanno sconvolto il castello fino all’epoca moderna (drasticamente ridotti, sembra, con lo sfruttamento geotermico dei vapori del sottosuolo amiatino). Giuseppina Carla Romby propone un avvio di ricerca sul ruolo dell’imponente palazzo della Posta granducale, che accoglieva i viandanti ai piedi del borgo e che meriterebbe un pieno recupero, anche funzionale. Marco Gamannossi si misura coi resti, in parte compromessi da restauri azzardati, delle architetture religiose, confrontando le scelte di Vallombrosani e Camaldolesi in Val d’Orcia attraverso le analisi dell’abbazia di Spineta, di San Pietro in Campo e dell’eremo del Vivo. Luciano Bassini prende in esame la letteratura, non solo italiana, e non solo medievale, che tratta di Radicofani, facendoci scoprire che Ghino di Tacco è stato solo uno degli elementi che ha spinto letterati e artisti a citare e a ricordare nei propri testi questa ineguagliabile località. Conclude il volume - di 170 pagine con illustrazioni anche a colori - un lavoro a due mani sulle antiche ricette di Radicofani: Fausto Cecconi le ha recuperate e descritte e Fabrizio Vanni le presenta cercando di misurarne la “medievalità”.

2. Il vulcanico presidente del Centro Studi Romei, Renato Stopani, ha dato alle stampe un agile volume, supplemento della rivista, dedicato alla Val d'Orcia, area di strada del medioevo. Si tratta di una pubblicazione che riassume, in italiano e inglese, il ruolo e l'importanza dei collegamenti viari tra via Francigena e via Teutonica, che proprio in Val d'Orcia diventano fitti e con andamento da nord est a sud ovest, perché la via Francigena era comunque l'arteria con maggior attrazione. Quattro agili capitoli spiegano i tracciati, il ruolo dei potentati locali, l'indotto culturale che ha arricchito quest'area nel corso dei secoli. Il volume è stato presentato a Pienza, sabato 9 giugno scorso, e, in quell'occasione, studiosi locali hanno accompagnato la delegazione del Centro Studi Romei a visitare un romitorio ipogeo nei pressi della Pieve di Corsignano, che merita ulteriori ricerche mirate.

3. In autunno festeggeremo venti anni esatti dall'uscita del primo numero della nostra rivista. Era il 1993 e il numero era miscellaneo. Solo dal 1995 in poi cominciammo a produrre volumi monografici. Consentiteci il rituale riserbo scaramantico, ma vi avvertiremo per tempo delle iniziative in ponte.

 


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